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                Complimenti a Renzi e auguri a Sergio Mattarella

 

Renzi merita i complimenti per la capacita' dimostrata nelle rapide trattative che hanno preceduto la nomina del Capo dello Stato. Ancora una volta ha vinto la sua capacita' di tenere unito il piu' importante partito Italiano riuscendo a far convergere, dopo una paziente tessitura, sul nome di Mattarella tutte le varie "componenti" del PD ed aggregando una notevole serie di gruppi Parlamentari.

Sergio Mattarella ha una storia di correttezza, di sobrieta', di cultura della legalita' costituzionale nel solco di una tradizione politica che si richiama alla migliore sinistra democristiana. il suo discorso conciso e chiaro parla per lui e rappresenta un avvio rassicurante del suo mandato presidenziale gia auguri che formulo sono sinceri ed intensi considerando il percorso non facile che lo attende, ma mi piace  sottolineare l' impegno gia' manifestato verso i problemi del lavoro, dei giovani, dello sviluppo del nostro paese ancora in piena crisi.

            Vincenzo M. Siniscalchi 

                            Renzi mantiene gli impegni

 

Va dato atto a Renzi di un impegno reale e fattivo che ha portato nell'azione politica a partire dal 9 dicembre. Si possono discutere punti di vista ed approcci di vario tipo allo specifico politico della sinistra ma non puo' ignorarsi l'opera fulminea di ribaltamento completo delle categorie di governo del PD e tanto meno l'azione coerente che Renzi sta svolgendo. Importante e' mantenere la unità del partito e questo sforzo va dato atto anche a Bersani e Cuperlo, entrambi da me votati portatori di un rilevante stimolo critico di cui vi è sempre bisogno.

            Vincenzo M. Siniscalchi 

                                             Democrazia in crisi

 

La crisi della democrazia in Italia assume contorni sempre più chiari e comincia a rivelare la sua irreversibilità. Lo specchio della crisi è nel degrado del parlamento. E' un parlamento che non riesce a legiferare come sarebbe suo dovere ed è al rimorchio delle iniziative di governo. Ancora non si è dato l'avvio ai progetti di modifica della legge elettorale. Su alcune timide iniziative come in materia di abolizione del finanziamento dei partiti cominciano i "distinguo" per ridurre anche la soglia di punibilità del reato. Nulla si sa delle iniziative di spettanza parlamentare conseguenti ai risultati della revisione della spesa. Ad esempio: come finisce il problema del ridimensionamento degli stipendi dei grandi "manager"? Come finisce - semmai è cominciato - la revisione dei privilegi inammissibili della casta di alti funzionari della pubblica amministrazione? Che cosa si fa per proporre leggi serie dirette a colpire l'evasione fiscale che è la vera mortificazione per il contribuente onesto che finisce per essere un capro espiatorio di altrui responsabilità.

Sotto questo profilo le dichiarazioni di Stefano Fassina sono encomiabili e Fassina non meritava l'assurda reazione dei sindacati e dei mistificatori di turno che hanno falsato la correttezza del suo approfondimento diretto a sottolineare lo squilibrio tra un sistema di tassazione esagerato e incongruo e la tecnica di scaricare tutto sugli onesti, in particolare imprese e lavoro autonomo i quali finiscono per scontare la ingiustizia dell'attuale sistema.

Non c'è nessun segnale di ripresa in sede parlamentare del cammino per le riforme più urgenti e, diciamocelo francamente, il governo comincia a praticare soltanto la tecnica del rinvio che non porterà da nessuna parte e fa intravedere un autunno inquietante e sempre più carico di angosciose tensioni sociali.

            Vincenzo M. Siniscalchi 

                                           Legge elettorale, subito

 

Passano i mesi e il parlamento non fa nulla sul piano delle iniziative che sono di sua esclusiva competenza. Bene l' M5S che ha giustamente reclamizzato un fatto importante e significativo: la restituzione allo Stato di un milione e seicento mila euro derivanti dalla autoriduzione delle indennità dei propri parlamentari. Lo hanno detto e lo hanno fatto. Il PD invece, tergiversa su tutto. Rinvia tutto ad un futuro possibilmente più lontano possibile in modo da consentire la permanenza in Parlamento ai "nominati" con il porcellum. Non dico che occorre imitare il gesto di M5S (anche se sarebbe encomiabile) ma dico che ogni iniziativa è appiattita sul governo e sulla necessità di non disturbare la strana maggioranza che lo sostiene. Mi domando: è cosa c'entra il sostegno al governo con l'autonomia doverosa della iniziativa parlamentare? Cosa c'entra l'accantonamento di ogni proposta di modifica della legge elettorale con il pretesto che ne discutono i "saggi" ? Cosa c'entra la funzione dell'esecutivo con la doverosa autonomia della iniziativa parlamentare? Lo capiscono o no, lor signori, che di questo passo calerà ancora di più il numero già esiguo di votanti? Avvertono o no questi gruppi parlamentari che sembrano vivere di parassitismo politico che rischiano grosso se non assumono almeno la iniziativa forte, in sede parlamentare, di rispettare l'impegno preso ormai da anni e mai mantenuto, quello di cancellare il "porcellum"? Fra tanto si ristruttura il partito delle facili rabbie fiscali, delle corruzioni sistematiche nella vita pubblica, il partito della casta non soltanto Berlusconiana.

I gruppi parlamentari del PD sono avvisati.

            Vincenzo M. Siniscalchi 

                     

                                        Il rinnovamento del PD

 

La crisi del PD in questo particolare momento è sotto gli occhi di tutti ed è inutile logorarsi nell' analisi delle contraddizioni stridenti che hanno condotto il partito a questa fase difficile.

C'è da coltivare una certezza: il PD deve riapropiarsi in pieno della sua funzione di partito progressista ed anticonservatore. Il problema della convivenza delle due anime "storiche" che in questo partito si sono incontrate deve rappresentare il motivo di forza e non, come è attualmente, un evidente segno di contraddizione e di debolezza. Al PD guardano ancora con fiduciosa speranza vastissimi settori del ceto elettorale e della società civile. L'importante è superare ogni forma di appiattimento sulla combinazione governativa e farne riferimento secondario rispetto all'azione politica generale, al rilancio delle grandi spinte di un vero partito di massa che non può identificarsi solamente su un agenda in cui domina una inaccettabile idea di protezionismo fiscale ma deve portarsi nel vivo delle lotte sociali che il paese sta affrontando.

Occorre un azione parlamentare autonoma dal governo. L'accordo di governo con il PDL non può essere un ibrido assurdo trasferito anche sul lavoro parlamentare.

Quando si riprende l' iniziativa per abrogare il "porcellum"? Quando si procede al varo di una seria legge contro la corruzione politica ed amministrativa? Quando registreremo finalmente la presentazione di proposte di legge parlamentari ad opera dei gruppi del PD dirette ad intervenire sui costi della politica, sui privilegi della casta, sulle spese pubbliche sempre in aumento? Che fine fanno gli otto punti di Bersani?

            Vincenzo M. Siniscalchi 

 

 

                                           Per un  “agenda” etica

Abolire il “porcellum”

Subito la legge su candidature e conflitti d’interesse.

 

La vicenda della esclusione dalle liste della Camera e del Senato di candidati definiti “impresentabili” perché portatori di pendenze giudiziarie penali di varia consistenza ed oscillanti dalla fase iniziale di mere indagini a condanne di primo o secondo grado nei Tribunali della Repubblica, merita qualche riflessione e, soprattutto, un immediato impegno del nuovo Parlamento di intervento in questa materia insieme alla irrinunciabile modifica del “porcellum”.

 Va anzitutto detto che la necessità di una riabilitazione della politica  certamente può prendere le mosse dalle opportune decisioni adottate dal PD, e, (seppur con rilevanti omissioni) da altre forze politiche, ma non può assolutamente segnare una sorta di palingenesi che metta a posto in qualche modo la questione morale, giudiziaria, comportamentale e politica che, soprattutto con la stupefacente folla di inquisiti nominati parlamentari, ha ferito profondamente la credibilità stessa della nostra democrazia.

 Non è l’annunzio di una palingenesi perché ancora non si avvertono segnali chiari che offrano la certezza di un concreto impegno prioritario di tutte le forze politiche diretto a cancellare il “porcellum” (solo Bersani lo ha affermato più volte) e a disciplinare con legge, (come pure è previsto per accedere a cariche pubbliche, a concorsi, a rappresentanze sociali) tutti i casi di incandidabilità di inquisiti o di conflitti di interesse. La legislatura terminata ci fa constatare quale ostinazione sia stata messa in campo per sabotare ogni itinerario di seria riforma elettorale, ogni possibile iniziativa legislativa diretta in qualche modo a ripristinare con regole accettabili la trasparenza delle candidature, il rispetto del principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La “questione morale” è stata considerata come elemento estraneo al dibattito politico, quasi  un vero e proprio fastidio da accantonare.

Da anni è registrata, nella attività legislativa, una nemmeno tanto nascosta ostilità al discorso delle regole, quelle scritte nelle norme codificate, quelle di natura etica e quelle di natura disciplinare.

Questo autentico fiume limaccioso che scorre da anni ormai nella vita pubblica è il maggiore affluente dell’enorme pantano di discredito, di indignazione, di disgusto che va sotto il nome di “antipolitica”. Eppure si tratta di una causa che non  può non imputarsi alla arroganza, protratta nel tempo, di una “casta” che è riuscita a sfasciare l’assetto primario delle più elementari regole di etica pubblica nel  nostro paese.

Il fatto stesso che si debba ritenere necessario regolare con legge le incandidabilità degli inquisiti di varia estrazione è mortificante. Non tutto si può chiedere ai codici, ma tutto dovrebbe essere chiesto in tema di osservanza di regole etiche.

Quando si tenta di codificare quello che dovrebbe appartenere ad un comune sentire, si scatenano le reazioni che si sono verificate in Parlamento sulla legge della incandidabilità. Si è giunti al ridicolo di vietare la candidatura solo al condannato con sentenza definitiva. E  tutto ciò in nome di un abuso del concetto di “garantismo”.

Nessuno pone la questione della garanzia della legalità democratica, ma tanti si improvvisano interpreti di occasione delle garanzie costituzionali che si vorrebbero comodo paravento di imputati e non sistema di superiore espressione di tutela di tutti.

 E’ una tipica confusione artificiosa, ad esempio, tra le garanzie previste dall’articolo 27 della Costituzione che garantisce chi non ha  concluso i gradi di un giudizio che lo riguarda e l’evidente incompatibilità morale e giuridica con le candidature di chi, (pur dovendo presumersi non colpevole fino a sentenza definitiva), può non essere compatibile con il ruolo di legislatore. Che il diritto di essere candidato debba affievolirsi per chi si trova in una situazione del genere (specie se l’inchiesta che lo riguarda concerne reati di particolare allarme sociale) non dovrebbe essere questione suscettibile di dibattito in una materia in cui si può conseguire  l’elezione propone per guadagnare le garanzie immunitarie che così diverrebbero privilegi ingiusti.

Quando ho presieduto la Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati ho sperimentato quanto sia diffusa nell’ambiente parlamentare l’idea che questo tipo di garanzia debba coprire ogni inchiesta giudiziaria che riguardi il deputato o il senatore anche per reati non connessi all’esercizio della funzione, per reati comuni, per indagini pregresse.

E’ anche per questo che, ad evitare il protrarsi di dibattiti avvilenti sulle candidature (ricordando che il termine latino “candidatus”  definiva colui che doveva indossare una toga candida per aspirare ad una pubblica carica) il nuovo parlamento dovrà decidere di regolare questa materia per offrire una sponda al rientro dalla deriva di sfiducia che ancora una volta potrà produrre nella tornata elettorale in corso un comprensibile astensionismo.

Si dice che è opportuno, in questa materia, affidarsi a codici deontologici o a regolamenti interni. E’ giusto non affidare tutto alla legge dello stato, a condizione che non si offra lo spettacolo di decisioni improvvise e anche contraddittorie, ispirate ad una discrezionalità discutibile e nemmeno sempre coerente con un minimo di certezza giuridica, insomma  una sorta di “fai da te” con improbabili organismi decisori.

 E’ accaduto che spesso si verificano contraddizioni che non rendono pienamente intelligibili tutte le decisioni adottate  con processi sommari, ispirati dalla emergenza di sondaggi di opinione e non per un avvertito dovere di intervento etico – politico, sicché le decisioni prese dai partiti possono apparire ispirate solo al maggiore o minore clamore di vicende giudiziarie o a tipi di convenienze  elettorali o territoriali. Questo sistema di incandidabilità “a corrente alternata” non soddisfa chi ritiene, nel rispetto della Costituzione, che la legge deve essere eguale per tutti e che la cultura etico -sociale della trasparenza e della inesistenza dei conflitti di interesse dovrebbe essere immanente al sistema politico.

 Ciò può accadere anche nel caso in cui, con lodevole iniziativa (ancora una volta voluta e attuata da Bersani e dal PD) si proceda alle “primarie” con partecipanti che conseguono votazioni idonee a farli entrare in posizioni di sicura elezione secondo il sistema attuale. Qualche incandidibilità è stata  tuttavia decisa dopo lo svolgimento dell’elezione “primaria” pur potendo essere vagliato il negativo impedimento preesistente ampiamente indicato anche dai media.     

Ed allora si impone l’adozione non più differibile di leggi che regolino questa delicata materia cui possono uniformarsi anche regolamenti disciplinari e deontologici in maniera coerente e comprensibile per tutti.

Le categorie della “opportunità”, della “riduzione del danno”, della priorità di assicurare l’elettorato attivo e passivo non possono convincere più nessuno se sono solo categorie di comodo che colpiscono solo quando non se ne può fare a meno. Il pretesto “garantista” da parte di chi addirittura ha voluto e  pretende di “garantire” indagati di vario tipo da immaginari abusi dei magistrati deve essere finalmente dissipato con l’assunzione chiara e precisa dell’impegno di adottare una completa riforma legislativa in questo campo, non per premiare l’”antipolitica” ma per rispettare il diritto di tutti ad avere trasparenza assoluta della classe politica.

 

Vincenzo M. Siniscalchi 

Pubblicato su quotidiano Corriere del Mezzogiorno (Corriera della Sera) del 25/01/2013

 

 

Un impegno “primario”: cancellare il “porcellum”

 

 Le “primarie del PD non cancellano la vergogna del porcellum”

 

Il 24/25 febbraio si voterà ancora con il “porcellum” per una Camera ed un Senato che rischiano di essere la esatta continuazione di tutte le vergogne che hanno mortificato gli italiani: stessa legge elettorale, intatto il numero di parlamentari, nessuna riforma diretta a ridurre gli sprechi di una politica che continua imperterrita a ritenersi “casta” privilegiata, nessuna seria iniziativa legislativa contro ladri e corrotti che continuano ad appropriarsi senza controllo alcuno di denaro pubblico. Ora è giunto il momento di chiedere alle forze in campo (quelle che sembrano mostrare qualche sensibilità) l’assunzione degli impegni riformatori prioritari per i primi “cento giorni” della prossima legislatura.

E’ vero che le” primarie” del PD hanno rappresentato un momento importante nel tentativo di operare in qualche modo un ravvicinamento alla credibilità democratica della scelta dei candidati, con il contenimento, sia pure solo simbolico della deriva segnata dal “porcellum”.

E’ giusto il compiacimento del PD e di S.E.L. per il successo, quanto meno sul piano simbolico, di questa iniziativa che conferisce credibilità ad una coalizione che si accinge a governare il nostro Paese. Meno accettabile l’eccesso di trionfalismo.

Se è giusto portare rispetto al significato ed alla organizzazione di queste iniziative non può non sottolinearsi, che le elezioni politiche del 24/25 febbraio si svolgeranno ancora una volta con la scellerata legge che con un colpo di mano della maggioranza fu votata nella XIV legislatura repubblicana (ci opponemmo dal centro – sinistra ancorché con qualche inquietante defezione). Oggi, per la terza volta dopo sette anni  questo sopruso imporrà agli elettori ed alle elettrici di subire, (se decideranno di recarsi a votare il 24 /25 febbraio) una legge elettorale che non consente di scegliere i parlamentari ed impone di votare alla cieca, oltre a stabilire bizzarri meccanismi premiali per   “blocchi” indistinti di liste definiti “coalizione”.

Tutto ciò in nome del mito ambiguo della “governabilità”, sostanzialmente per aggirare la libera determinazione anche di minoranze civiche che non accettano il ricatto partitocratrico e di “silenziare” le opposizioni.

Dove non osò nemmeno la legge Acerbo di ispirazione autoritaria, si spinge la  “porcata” così definita dallo stesso proponente.

  Si è gridato al “vulnus” democratico, si sono succedute reazioni  indignate di studiosi di sistemi elettorali e costituzionali, si sono moltiplicati apparenti  “pentimenti” da ogni dove, si è posta come priorità politica irrinunciabile la cancellazione della “porcata”, ma sono passati gli anni ed il Parlamento, nonostante le autorevoli, e spesso accorate, esortazioni del Capo dello Stato, ha avuto la impudenza, di non modificare minimamente l’antidemocratico “papello”!

E’ il caso di ricordare che insieme ai comportamenti miserevoli della “casta” politica e di quella amministrativa, anche la mancata riforma elettorale ha alimentato il disgusto verso la politica, che  è sentimento ancora dominante in un popolo stretto nelle maglie inesorabili di una crisi economica che perdura e di un decadimento impressionante dell’etica pubblica. Ogni impegno dal più corretto disegno delle province, dalla riforma del finanziamento dei partiti è venuto meno, neutralizzato dalla sostanziale fuga della Camera e del Senato dalle proprie responsabilità. 

Questa diserzione ha rivelato una verità amara: il potere legislativo nel nostro Paese tradisce i principi fondanti della legalità costituzionale ed è prigioniero della sua stessa mediocrità etica. Non basta protestare e proclamare il disgusto verso la cattiva politica, non basta salvare la correttezza di chi subisce queste situazioni, non basta gridare contro il populismo in nome di una impossibile riscoperta di un primato che la politica non può più pretendere di avere. Ancora non si è sentita una voce alta e forte che annunzi un progetto immediato, nella nuova legislatura, diretto a rimuovere almeno le più vistose nefandezze compiute.

In questa situazione, si ripete, il “beau geste” delle primarie del PD è un timido segnale (gestito in modo discutibile) nel senso che rappresenta un  tentativo di offrire al Paese una testimonianza di reazione alla inerzia del potere legislativo nell’impudente mantenimento del “porcellum”. Ma è gesto, si ripete,  fine a se stesso, privo di valore nell’ordinamento.

La richiesta di cancellazione della legge elettorale, che ha consentito, complici gli apparati e le clientele dei partiti, il riempimento delle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama di inquisiti, corrotti, trafficanti di voti e di prebende, dissipatori di pubblico danaro, non può essere relegata tra le iniziative di carattere  marginale se si vuole un rinnovamento del quadro politico che convinca della capacità della politica stessa di risalire la china.

Chi scrive ha attivamente partecipato al voto delle cosiddette “primarie” proprio per esprimere solidarietà nei confronti di una iniziativa che ha saputo distinguere la sinistra democratica dalla acquiescenza di altre formazioni politiche. Ma il discorso delle “primarie” non incide sulla svolta istituzionale che si chiede al nuovo Parlamento. La sinistra democratica ha il dovere di porre in maniera decisa, in questi giorni, le più urgenti ed indifferibili riforme di cui tutti avvertono l’urgenza.

 La questione, che si accompagna alla certificata mortificazione del Mezzogiorno, non può essere differita.

 Gli opportunismi, i trattativismi di ogni tipo e colore, le scansioni di interessi particolari in “agende” e programmi d’occasione hanno fatto perdere al Paese il senso dei valori alti che sarà difficile recuperare se non si opera in maniera convinta nella direzione di una rivoluzione civile che imponga come priorità il ritorno alla legalità costituzionale.

 

   Vincenzo M. Siniscalchi 

Pubblicato su quotidiano Corriere del Mezzogiorno (Corriera della Sera) del 10/01/2013

 

 

 

Primarie della Sinistra

 

Il risultato dell' assemblea del PD che ha deciso le regole di massima per l' effettuazione delle primarie e' abbastanza soddisfacente. Sono regole che dovrebbero evitare le gravi forme di inquinamento e confusione che si sono verificate in alcuni esperimenti sui sindaci. Va dato atto a Bersani di avere sostenuto con fermezza e grande senso della democrazia i principi fondamentali che assicurano l' unica novità confortante nello squallore attuale della politica.

Aderire al progetto di queste primarie appare opportuno e giusto per chi voglia ancora contribuire anche con il suo semplice voto a contenere la deriva populista, conservatrice e, soprattutto,  illegale che caratterizza la fine della cosiddetta "seconda Repubblica".

Convincente e serio anche il discorso fatto da Bersani ieri 14 ottobre nell' intervista televisiva con Lucia Annunziata.

A me piace anche la possibilità di essere coinvolti in questo discorso in assoluto spirito di indipendenza rispetto alla struttura partitica ma rafforzando i valori della sinistra. Facciamo le primarie, vinciamo le elezioni, allarghiamo la coalizione al centro e prepariamoci a sostenere con forza un Governo democratico per l' Italia in questo momento così oscuro.

Auspico anche il rafforzamento delle possibili liste civiche, arancione, o, comunque, dei sindaci.

Vincenzo M. Siniscalchi  

 

 

Il PD deve favorire l'alleanza di sinistra

 

Si va delineando faticosamente un tentativo di riscatto dei partiti dall'abisso di discredito nel quale sono precipitati. Il tasso di rifiuto degli italiani nei loro confronti e' altissimo. All'interno di questo radicato dissenso emerge la tenuta del PD come primo partito. Questo dato di fatto potrebbe perdere qualsiasi valore se il PD si appiattisse sul solito schema del "moderatismo" e dell'alleanza con il centro - terzo polo. Il PD deve favorire in tutti i modi la formazione di un fronte democratico e progressista che risponda innanzitutto, senza esclusioni, alla necessità di aggregare tutti coloro i quali anche in forme polemiche esasperate, vogliono interpretare il bisogno di pulizia e di riordino della cosa pubblica che anima la società italiana. Includere, includere, includere insieme alla società civile nel contrasto all'emarginazione della politica che tenta di realizzare l'egemonia economicistica e bancaria del "governo tecnico". PD, SEL,IDV,Federazione delle sinistre e tutto l'arcipelago dei movimenti di dissenso devono stare insieme per la realizzazione di questo fronte popolare  che potrà recuperare la credibilità di una politica finalmente libera dall'arroganza di "gruppi dirigenti" che hanno sbagliato tutto e debbono ridare la parola a un elettorato che altrimenti rafforzerà sempre di più il partito del non voto e della potresta.

  Vincenzo M. Siniscalchi  

 

Per il PD e' il momento della scelta

 

Gli sforzi che fa Bersani per evitare una confusa deriva "moderata" e "centripeta" come proposta dalle componenti minoritarie di quel partito, sono sforzi encomiabili. Vanno apprezzati e sostenuti soprattutto nella difesa dei diritti fondamentali del lavoro e della economia che non possono essere compressi soltanto in nome di esigenze di assetti neo capitalistici e bancari.

Se gli sforzi di Bersani non riusciranno bisognera' insistere per realizzare la coalizione di tutto il bacino elettorale che ha praticato l astensionismo e di quello che si riconosce nei valori storici della sinistra ma anche dei contributi della societa' civile e dei movimenti di dissenso giovanile, sindacale oltre che nella richiesta di una identita' precisa della politica che consenta una scelta non collegata a ragioni di emergenza o alla imposizione di "tutori" in forma di governi tecnocratici che finiscono con i bloccare ogni evoluzione della ricerca di di soluzioni politiche hai problemi derivanti dai diritti fondamentali previsti dalla Carta Costituzionale.

E' chiaro che il terzo polo tendera' ad incontrare le componenti politiche che derivano dalla destra e deve essere altrettanto chiaro che e' a sinistra che bisogna costituire un area vasta che ricordi le ragioni dell Ulivo e ne vada oltre.

 

  Vincenzo M. Siniscalchi  

 

 

Governo Monti. 

La Politica sconfitta

 

Non abbiamo dubbi sulle ragioni addotte a giustificazione del ricorso ad una formazione governativa composta da persone estranee all attivita' politica e parlamentare ma certamente portatrici di particolari competenze soprattutto su piano economico e finanziario. Nemmeno abbiamo dubbi nel sottolineare in maniera preoccupata la sostanziale imposizione  di questa soluzione dalla situazione italiana di fronte al sistema economico europeo.

A questo punto c'e' da chiedersi se la politica, intesa in maniera democratica e costituzionale, voglia essere capace di riprendersi il suo ruolo.

Non e' facile perche' occorre anzitutto un programma di vera e propria rigenerazione morale nella politica e in modo particolare della rappresentanza parlamentare. Non sara' facile ma va fatto: cancellare definitivamente le pagine oscure che sono state scritte in questi anni dalla rappresentanza parlamentare nata non da un libero e democratico voto ma da una ignobile legge elettorale. Cambiare la legge elettorale e' un dovere che dovra' essere compiuto sotto la spinta della reazione popolare. siamo pronti ai sacrifici che il governo di emergenza dovra' proporre ma tutto sara' vano e sommamente ingiusto se non troveremo il modo di tornare a elezioni che premiano il libero voto popolare senza le imposizioni delle varie cosche. Basta con i "nani e ballerine" , basta con gli inquisiti in cerca di impunita' nel parlamento, basta con le macchiette trasformiste che si vendono al miglior offerente, basta con la rapina del finanziamento pubblico espresso dalla costituzione di piccoli gruppi parlamentari che nascono soltanto per compiere operazioni di ricatto (non dimenticheremo mai il ridicolo delle consultazioni che il Capo dello Stato ha dovuto fare anche con gruppi di sconosciuti che si sono costituiti in gruppi parlamentari e sono cosi' usciti dal provvidenziale anonimato che li aveva ocultati fino alle consultazioni ). Se la politica vuole riprendersi un ruolo serio ha un unico luogo dove puo' svolgerlo: il parlamento che puo' uscire finalmente dall inerzia legislativa e del automatismo inerte del votificio e svolgere il compito a cui e' chiamata dalla Costituzione: fare leggi, leggi serie che aiutino il popolo italiano a riprendere un cammino di riforme democratiche.

Attenti, comunque, ad evitare che il Governo che e' giustamente rispettato e seguito venga poi indebolito da una  casta politica e politicante che rischiera' di essere inseguita e cacciata con i forconi se non riuscira' a riscattarsi dal pantano della non credibilita' nel quale e' precipitata.

 

  Vincenzo M. Siniscalchi  

 

Solidarieta' piena ai lavoratori dell ALENIA di Casoria  dell Iisbus  di Avellino e di tutti colori i quali soffrono una condizione di precariato sempre piu' instabile e precario nell Italia degli scandali, delle cricche, del malaffare del Governo affondato nelle lotte intestine e nella incapacita' di svolgere un qualsiasi ruolo nel campo interno ed in quello Internazionale anche di fronte ai pericoli di una crisi irreversibile e definitiva. 

 

Vincenzo M. Siniscalchi  

 

 

Ottimi risultati di Marinella De Nigris e Umberto Ranieri al Majestic.

 

L affollatissima riunione tenutasi il 13 Luglio all Hotel Majestic per iniziativa di Marinella De Nigris e Umberto Ranieri ha fatto registrare un ampiezza di dibattito ispirato ad un corretto pluralismo di proposte fatte dai partecipanti.

Numerosa la partecipazione di esponenti della societa' civile, del PD, di SEL, di IDV, e delle aree di movimento che si sono mosse intorno a Luigi de Magistris.

Importante il contributo del vice Sindaco Tommaso Sodano che ha potuto apprezzare anche le critiche propositive che sono state avanzate nel corso della riunione.

Il gruppo di organizzatori si riunisce allo studio De Nigris alle ore 19 del 21 Luglio.

 

  Vincenzo M. Siniscalchi  

 

Con il Sindaco De Magistris e la sua giunta contro tutti i ricatti di queste ore drammatiche.

 

Dobbiamo tutti quanti, ora che anche con i referendum ci siamo riappropriati del nostro diritto di alzare la voce, compiere ogni sforzo per rafforzare il lavoro della Giunta. I partiti del centro sinistra, le forze sociali, la societa' cittadina in tutte le sue articolazioni faccia sentire la sua voce contro chi strumentalizza la tragedia dei rifiuti. In ogni caso chiediamo certamente la immediata rimozione ma prima di tutto e' necessario procedere ad una disinfezione generale che blocchi ogni possibile diffusione di epidemie. Circolano in queste ore anche ed ancora discussioni di alchimia "politichese" sui partiti del centro sinistra, in particolare sul PD e sulla sua "rianimazione". Va tutto bene ma ora al primo punto all ordine del giorno c'e' l esigenza di rafforzare la Giunta comunale che sta lavorando.

Vincenzo M. Siniscalchi

 

Reagire allo sfascio dello Stato Costituzionale.

Gli effetti nefasti del metodo "Porcata" elettorale si moltiplicano giorno per giorno. Il Parlamento e' ridotto ad uno squallido mercato di voti nella offerta di acquisto che fa Berlusconi con la sua arroganza economica e illegale. L opposizione ha pochi sussulti ma non riesce a porre il Paese di fronte alla necessità prioritaria di cambiare il sistema elettorale per ridare la parola agli elettori. La maggioranza Parlamentare messa insieme da Berlusconi per varare le leggi che lo proteggono dai processi nei quali e' imputato ed ai quali si vuole sottrarre, e' una maggioranza fittizia, non e' quella reale, e' solo il prodotto dello scandaloso e mai visto mercato di acquisti che fa registrare il trionfo della corruzione Parlamentare e la degenerazione dell assemblea legislativa a semplice cassa di risonanza della volontà di Berlusconi e della sua concezione immorale del potere e della vita pubblica. Siamo di fronte a situazioni nazionali e internazionali di grande emergenza. Non siamo governati. Siamo in balia di noi stessi. Penso che sia giusto abbandonare i lavori Parlamentari per andare oltre l ostruzionismo e collegarsi alla gente, alla piazza, alla mobilitazione continua delle coscienze per organizzare un contrasto democratico forte e tentare di recuperare al Paese un minimo di credibilità.

Vincenzo M. Siniscalchi 

Elezioni a Napoli.

E' stato uno sbaglio grave quello di non emettere una decisione sull esito delle primarie dopo aver avviato l inchiesta sull inquinamento del voto verificatosi su alcuni seggi. Si potevano ripetere le primarie nei seggi incriminati e " Ripulire" così le primarie stesse che avevano fatto registrare un enorme mobilitazione. Altro errore e' stato la mancanza di consultazione nella indicazione del candidato a Sindaco da parte del PD. Ora abbiamo in campo Luigi De Magistris, al quale va riconosciuto di avere avanzato la sua candidatura fin dal primo momento, e Mario Morcone. Invito entrambi a superare ogni contrapposizione polemica reciproca. Non avrebbe senso tentare di togliersi voti l uno con l altro. Bisogna portare alle urne tutti quelli che possono identificarsi nell uno o nell altro candidato. Bisogna trasformare la leggittima critica degli errori fatti dal centro sinistra negli ultimi anni di governo in una proposizione costante degli aspetti positivi che la storia delle amministrazioni di sinistra nel nostro paese puo' vantare. Bisogna parlare ai delusi, ai "Malpancisti" e fare in modo che si moltiplichi molte volte il numero degli elettori delle primarie perche', quale che sia il vincitore, nel successivo ballottaggio si puo' ancora pervenire ad una unione forte che impedisca di consegnare anche la citta' (come e' avvenuto per la Regione e la Provincia) ad una destra che non ha alcuna reale credibilita' per potere affrontare i gravissimi problemi che a Napoli sono sotto gli occhi di tutti. De Magistris e Morcone facciano la loro parte, procedano nella raccolta di consensi che possono venire da tante parti considerando la diversita' delle due figure dei candidati che in una competizione propositiva e serena possono comunque coinvolgere un elettorato che ancora esprime una forza fondamentale per la citta.

Vincenzo M. Siniscalchi

 

Berlusconi: Dimettiti.

Ho sottoscritto questo corretto appello democratico ed invito a sottoscriverlo. E' un modo con cui possiamo riappropriarci del diritto di interloquire per tentare di non affondare definitivamente della melma che ci circonda . Non interessano le categorie obsolete di una politica sempre più ipocrita e distante dalla gente. Interessa recuperare almeno il senso della dignità n azionale nel momento in cui si celebrano i 150 anni dall' Unità dell' Italia.

Vincenzo M. Siniscalchi

 

Siniscalchi: I miei quattro anni al CSM tra indagini e incompatibilità

Vincenzo Siniscalchi

Corriere del Mezzogiorno: L'INTERVISTA
«Lepore, Mancuso e Bassolino: questo accadde in Procura»
Il penalista e i retroscena dei suoi quattro anni al Csm: «Isolati i magistrati che hanno indagato sui rifiuti»...(segue)

Vincenzo Siniscalchi: Lettera aperta ai componenti del CSM 

Signor Vice – Presidente,
Colleghi
rispetto la decisione del Presidente di demandare al nuovo Consiglio la discussione sulla compromissione del prestigio e del decoro della Magistratura conseguente ad inopportune contiguità di magistrati con “cricche” di trafficanti smascherate da provvide inchieste giudiziarie in corso...(segue)

Dichiarazione sul discorso del Presidente Napolitano: "Autonomia ed indipendenza della Magistratura e rispetto per tutti del valore della giurisdizione"

Il discorso del Capo dello Stato nella cerimonia di saluto ai 298 giovani magistrati in tirocinio ha segnato un uovo elevatissimo momento della grande riflessione che il Presidente Napolitano sta sviluppando sul valore dell’ordine giudiziario nell’assetto costituzionale. Il Presidente Napolitano ha ribadito il concetto che la Magistratura è elemento primario dell’ordinamento dello Stato democratico sicché sono intangibili la sua autonomia ed indipendenza. Napolitano ha affidato ad una commovente citazione di una lettera del Magistrato Guido Galli, assassinato dai terroristi di “prima linea”, la definizione vera dello spirito di servizio che caratterizza l’azione del magistrato. Il Presidente della Repubblica (e del CSM) ha aggiunto il richiamo alle regole deontologiche che sono rilevanti proprio perché rappresentano una ricchezza della delicata funzione che i magistrati sono chiamati a svolgere. Fondamentale la riflessione di Giorgio Napolitano sul valore umano e sociale della funzione del giudice innanzi al quale comunque si rappresentano le garanzie di diritti fondamentali del cittadino. Proprio per la importanza della funzione del magistrato va sottolineato il rifiuto di eccessi di personalizzazione della funzione con forme di protagonismo o di coinvolgimento nel dibattito politico. Occorre evitare, in altri termini, confusione di ruoli così come la politica non deve assolutamente contrastare l’azione del magistrato. Sul ruolo del C.S.M. organismo che governa le regole fondamentali dell’ordine giudiziario nell’interesse collettivo il Presidente della Repubblica ha auspicato che si comprenda sempre a fondo il valore della sua funzione così come quello della giurisdizione che deve riacquisire nella coscienza collettiva il più ampio consenso. La chiarezza e la fermezza istituzionale del discorso di Giorgio Napolitano hanno suscitato la lunghissima ovazione dei giovani magistrati per i quali il messaggio del Presidente è stato un momento prezioso di arricchimento intellettuale. 
Vincenzo M. Siniscalchi

Intervento alla inaugurazione dell’ Anno Giudiziario. Corte d’Appello di Lecce
30 Gennaio 2010

L’ intervento del Consiglio Superiore della Magistratura alla inaugurazione dell’Anno Giudiziario non ha solo valore della partecipazione istituzionale ad un così importante momento di verifica dello stato della Giustizia nei distretti della Corte d’Appello della Repubblica. Esso costituisce al tempo stesso un atto di assunzione di responsabilità e di verifica delle complesse attività che il Consiglio svolge nello sviluppo della sua azione.   Questo bilancio è contenuto, come ogni anno, nella relazione che consegnerò al Presidente dopo questo rapido intervento di commento intorno ai principi fondamentali che ispirano l’agire del C.S.M...(segue)

Discorso commemorativo tenuto in Castelcapuano dall’avvocato Vincenzo M. Siniscalchi il 5 Gennaio 2010. Enrico De Nicola: l’avvocato, il giurista

Signor Presidente della Repubblica,
Autorità,
Signori Magistrati,
Colleghe e Colleghi.
Il senso di attualità che può assumere questa celebrazione della grande figura di Enrico de Nicola, dobbiamo rinvenirlo nella possibile riproposizione, oggi, dei valori che questo insigne Uomo ancora può rappresentare nella nostra società; quella civile, quella politica, quella forense...(segue)

Sul "lodo" Alfano

La difesa che l’avvocato dello Stato, nell’interesse della Presidenza del Consiglio, ha articolato per il giudizio costituzionale sul “lodo” Alfano supera ogni limite di tollerabilità sul piano giuridico. Si sostiene la più stravagante ed irragionevole della tesi a “protezione” di Berlusconi come imputato e non della Presidenza del Consiglio in quanto istituzione. Non si contrasta la ampia motivazione che sorregge, con argomentazioni incentrate sul diritto, lo “scandalo” di uno scudo protettivo di Berlusconi proposto e ripreso, dopo alterne vicende costituzionali e legislative, dal ministro Alfano...(segue)

Napolitano, compleanno a Capri

Repubblica -29 giugno 2009. 

CAPRI - «Auguri, presidente, buon compleanno». La data precisa cade oggi, e Napolitano spegnerà idealmente le 84 candeline con un brindisi stamattina, in compagnia dei suoi amici capresi, per poi ripartire per Roma. Al terzo giorno di sua permanenza a Capri, l' isola sa però ormai di essere stata prescelta come sede per festeggiare la ricorrenza. Lo sanno i residenti, lo sa la valanga di gitanti domenicali, lo sanno anche gli stranieri presenti. E non c' è privacy che tenga quando il presidente lascia l' albergo in cui alloggia, a mezzogiorno circa, per la consueta passeggiata. Il corteo presidenziale deve mescolarsi alla fiumana di persone che scorre lungo le viuzze dell' isola. Ed è una sequela di auguri, di urla di riconoscimento, di «che bello, il presidente». Lungo il percorso per i giardini di Augusto, Napolitano viene più volte salutato da gruppi di turisti che gli fanno gli auguri. Non si sottrae neanche alla richiesta di foto. Alla fine ammette: «Sono sempre colpito da queste manifestazioni, di napoletani e non napoletani». È la battuta con la quale si infila in macchina, insieme alla signora Clio, per salire verso Anacapri, dove era organizzato il pranzo presso il "Caesar Augustus", in compagnia dei suoi amici. Una quindicina a tavola, fra cui i librai capresi Riccardo Esposito e Ausilia Veneruso, che gli sono costantemente a fianco in questi giorni. E poi gli amici di Anacapri: il titolare dell' hotel Paolo Signorini, il componente del C.s.m. Enzo Siniscalchi, con la moglie Marinella De Nigris, il presidente dell' Ente Ville vesuviane, Arnaldo Sciarelli, e consorte, Rosita Marchese, membro del Cda del San Carlo. Si affaccia per un saluto anche la senatrice Diana De Feo. Il sindaco Rosa Russo Iervolino fa pervenire a Napolitano «gli auguri più affettuosi per il compleanno a nome della città». A sera l' anticipo del festeggiamento previsto per oggi. In una sala riservata dell' hotel La Palma tra gli invitati vi sono gli imprenditori Maria Grazia Bottiglieri e Roberto Rizzo, il figlio Mauro Giuseppe Rizzo, presidente dei giovani di Confitarma, il professor Raffaele Vacca, presidente del premio San Michele, il sindaco di Capri Ciro Lembo, Esposito e la Veneruso. Torta e brindisi per il festeggiato.

Morto Valenzi: Siniscalchi, lui era vero riformista

NAPOLI, 24 Giugno - "E' stato una figura importante che segna un grande tratto di storia, un combattente e un riformista nel senso vero della parola". Lo ha detto Vincenzo Siniscalchi del Consiglio superiore della magistratura ricordando Maurizio Valenzi, ex sindaco di Napoli morto ieri alla soglia dei 100 anni."Nel 1994 - ha ricordato - quando presentai la mia prima candidatura come parlamentare nei Democratici di Sinistra, mi firmò  il manifesto, ed e' stato un onore"."Maurizio Valenzi ha avuto sempre posizioni di equilibrio e di grande afflato sociale - ha concluso - ha affrontato il dopo terremoto da sindaco di Napoli e ha dato esempio di grande dirittura morale e capacità amministrativa".

C.S.M. : Siniscalchi, da Napolitano fiducia rafforzata

Roma, 16 giugno. - "Fiducia rafforzata" e "apprezzamento per il lavoro svolto". E' il messaggio che il consigliere laico del centrosinistra Vincenzo Siniscalchi coglie nelle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che oggi lo ha ricevuto al Quirinale assieme agli altri consiglieri dimissionari e ai vertici del Csm."Conosco bene il grande equilibrio istituzionale e la grande sensibilita' del Capo dello Stato - sottolinea Siniscalchi - e oggi ne abbiamo avuto conferma per come ha condiviso la proposta del Comitato di presidenza di respingere le nostre dimissioni, motivandole col fatto che tutta la Quinta Commissione ha lavorato in modo considerevole sia per la mole delle nomine effettuate che per la qualita' dei dirigenti nominati". Napolitano, rileva ancora il laico del Pd, "ha ribadito che si deve tentare di contenere al massimo ogni forma di conflittualita' e che bisogna sempre dare la massima trasparenza agli atti del Csm. Anche il ministro Alfano mi pare abbia compreso che le sue parole sulla 'logica spartitoria' non sono state condivise". Il messaggio del presidente della Repubblica, conclude Siniscalchi, "e' stato rivolto a tutte le componenti istituzionali che si occupano di giustizia": certo, "teniamo conto del dibattito in magistratura sulle correnti, che deve essere fatto in maniera corretta". 

I Documenti fondamentali della vicenda C.S.M. - Alfano 

10 giugno-Intervista Alfano al tg2 punto di vista.
Quanta politica c'è nella Magistratura italiana?
“Ma guardi, io mi stò battendo lo stò facendo anche nell’ ambito della riforma del processo penale che abbiamo già depositato al Senato per evitare che i vertici degli Uffici Giudiziari cioè i Procuratori della Repubblica e i Presidenti dei Tribunali vengano lottizzati, non è possibile che si faccia un "planning" all’ interno del quale si dica a questa corrente spetta questa Procura, a quest’altra corrente siccome non ha avuto un Procuratore spettano due Procuratori aggiunti da un’altra parte...(segue)

Intervento Vincenzo M. Siniscalchi del C.S.M. al Plenum del 9 Giugno 2009 presieduto dal Capo 
dello Stato Giorgio Napolitano


Sig.re Presidente,
a nome dei colleghi professoressa Vacca, avvocatessa Tinelli, professor Volpi e mio personale Le rivolgo il saluto deferente. Desidero subito, anche a nome dei colleghi assicurare ogni attenzione ed approfondimento al suo intervento odierno, così ricco di spunti di riflessione. Qualche prima considerazione di carattere si impone in relazione al dibattito che qui si è 
sviluppato dopo il suo intervento. Sul C.S.M., sui valori che esso rappresenta ed amministra, sulle sue attività, sulle sue interlocuzioni ordinamentali approfondiremo, come ho detto, le sue indicazioni ed i suoi rilievi respingendo tuttavia talune impostazioni di estrema contestazione che pur sono state esposte, con evidente 
rilancio di una cultura sempre riproposta negli ultimi tempi, di vocazione alla “normalizzazione”
del C.S.M., di riduzione della sua funzione di autogoverno della Magistratura...(segue)

Siniscalchi(CSM): La bocciatura delle “ronde” e delle norme anti-immigrati conferma la ragionevolezza dei rilievi del CSM

La bocciatura della proposta di legge sulle “ronde” e della norma sul prolungato trattenimento degli immigrati nei CIE confermano la piena coincidenza del parere adottato dal C.S.M. nei giorni scorsi con le scelte fatte dalla Camera sul decreto sicurezza...(segue)

Siniscalchi: I Pareri del CSM su proposte di legge sono doverosi 

Sono del tutto infondate le prese di posizione polemiche, di questi giorni, contro il parere reso dal C.S.M. sul decreto legge delle “ronde” ed anti-migranti.Chi lancia questi allarmi addirittura di attentato all’ autonomia del Parlamento pretende di dare al C.S.M. un semplice ruolo burocratico e subordinato in contrasto con la sua rilevanza costituzionale...(segue)

Lettera a Roberto Saviano di Francesca Siniscalchi

Comunico un messaggio che mia nipote Francesca Siniscalchi ha inviato a Roberto Saviano
e che io condivido pienamente associandomi ad un saluto per il nostro eccezionale conterraneo. 
On. Vincenzo M. Siniscalchi...(segue) 

Siniscalchi (CSM), Procura Salerno: Franco Roberti, una nomina opportuna

La delibera del C.S.M. con cui alla unanimità viene designato il magistrato Franco Roberti a Procuratore della Repubblica di Salerno è un atto di grande responsabilità ed opportunità. Come ho sostenuto nella dichiarazione di voto ritengo che Franco Roberti come Procuratore Capo a Salerno possa impiegare al meglio le qualità professionali ed organizzative da tutti riconosciute...(segue)

Siniscalchi (CSM), Intercettazioni. Il CSM con i pareri vuole evitare il “sonno della ragionevolezza”

La levata di scudi di parlamentari della maggioranza governativa contro il C.S.M. “reo” di avere emesso un parere sulla legge in tema di intercettazioni è un preoccupante indice del rifiuto di ogni dialogo interistituzionale anche nelle materie che incidono sugli ordinamenti processuali in maniera così vistosa. Il C.S.M. non sceglie di propria iniziativa di interloquire sui disegni di legge in corso ma...(segue)

Inaugurazione Anno Giudiziario 2009

Leggi il discorso dell'On. Avv. Vincenzo M. Siniscalchi tenuto in occasione dell''inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte d'Appello di Potenza

De Nigris: Il coraggio della forma e il partito che non c’è
Lettera pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno il 23 gennaio 2009

Lunedì sera ero al teatro Mediterraneo all’incontro con Walter Veltroni ed ero accanto alla “voce” che, nel “silenzio assordante”, espresso dal segretario, si è levata per chiedere “una linea” e parole che venissero dalla testa. Toni Vosa con il suo grido ha dato voce a ciò che tutti noi...(segue)

Obama presidente, primo messaggio. Una nuova era per rifare l'America

Il giorno è arrivato. L'incontro con la storia è nell'abbraccio con una folla immensa, riunita a Washington nonostante il gelo (al momento del giuramento la temperatura era -1 °C) per salutare il primo presidente nero degli Stati Uniti. Barack Obama, simbolo vivente di una svolta epocale, ha iniziato la sua lunga giornata nella chiesa di St. John’s, e terminerà a notte fonda con l'ingresso ufficiale alla Casa Bianca dopo aver partecipato a una decina di balli organizzati per l'evento che l'America...(segue)

Leggi il discorso di insediamento (in inglese) del Presidente Barack Obama

Politica

Siniscalchi eletto al CSM

Il Parlamento in seduta comune ha eletto gli 8 membri laici del Consiglio superiore della magistratura. Si tratta di: Vincenzo Siniscalchi, Gianfranco Anedda, Michele Saponara, Nicola Mancino, Ugo Bergamo, Celestina Tinelli, Mauro Volpi, Letizia Vacca...(segue)

Attualità

Eluana Englaro a Udine. Sacconi: Valutiamo la situazione

Beppino Englaro non ha seguito sua figlia Eluana ad Udine. Era a Lecco ieri sera ed ha assistito alla partenza della figlia per il Friuli, poi si è fermato a Bergamo. Papà Englaro dovrebbe raggiungere Udine nel pomeriggio o domani. L'ambulanza che ha trasportato Eluana Englaro a Udine è entrata alla casa di assistenza 'La Quiete' poco prima delle 6.00, da un ingresso secondario...(segue)

Marchionne: il patto con Chrysler? Un biglietto della lotteria

Per la Fiat l'alleanza con la Chrysler è come un "biglietto della lotteria": potrebbe non valere niente se la Chrysler non si riprende. A spiegarlo è l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in un'intervista al Wall Street Journal nella quale sottolinea che il gruppo torinese non metterà soldi nell'alleanza e allo stesso tempo "non toglierà un dollaro a Chrysler...(segue)

Rassegna Stampa

La Repubblica del 17 novembre 2008

Fenomenologia dei Villari
di Francesco Merlo

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IL ROMA del 22 giugno 2008
Siniscalchi: Salvare Napoli? Ancora si può

Tra le ultime grandi voci dell’avvocatura. Vincenzo Maria Siniscalchi ereditò dal padre Francesco Saverio - con De Marsico, tra i più vicini alle vette di Marciano, De Nicola e Porzio, i “tre immortali” di Castelcapuano - la dedizione alla dialettica e alla cultura. «L’eloquenza senza roboanza», «L’idea che infiamma il pensiero»: Giustino Fortunato parlava così dell’amico lucano Francesco Saverio, che aderì al fascismo non senza soffrirne in alcuni momenti. Le stesse espressioni sono mutuabili per Vincenzo Maria? L’amore per la cultura unisce padre e figlio: in una dedica-testamento “al mio Enzo” del libro “Histoire du cinéma” (1935) di Bardèche e Brasillach compare questo tratto comune. Papà si augurava che “l’amore per la novella Musa” non distogliesse il figlio dalla toga. Era il 23 maggio del ’59: il giovane Siniscalchi sognava la regìa, era titolare di rubriche di critica. Poi, un investimento (“sulle strisce”) falciò il gigante del foro. Vincenzo Maria si ritrovò la toga sulle spalle: carriera folgorante, decenni di riflettori implacabili. Difensore dei big, da Maradona a De Mita, a Tinto Brass. Ma cinema, cultura e giornalismo hanno sempre alimentato la sua vita, anche quando la politica (era il ’96) lo ha portato in Parlamento ed ora che è al Csm. Recentemente, per il compleanno di Gianni Minà, ha riattraversato, in una sera di facili armonie, le sue amicizie con Gassman, Proietti e altre star. Rimpianti? Chissà... L’amore per la “novella Musa” non ha, però, mai soffocato la toga. E papà, da lassù, ne sarà felice.

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Repubblica Napoli del 16 marzo 2008

Siniscalchi: L'avvocato suicida a Marano come l'operaio della Thyssen

«Il gesto tragico dello sfortunato collega di Marano mi ricorda il suicidio dell'operaio della Thyssen: rappresentano entrambi un grido d'allarme dinanzi a un impoverimento generale che passa attraverso il precariato e coinvolge non solo il lavoro dipendente ma anche le libere professioni».
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Corriere del Mezzogiorno del 10 gennaio 2008

Polemiche sulla Procura di Napoli: Siniscalchi (Csm): «Inchieste deboli»

Cosa hanno in comune il «salotto» di Bruno Vespa, lo studio televisivo di Giovanni Floris, la redazione del più prestigioso quotidiano economico italiano e la sede del Consiglio superiore della magistratura? Beh, hanno in comune l’«ospitare» (per piacere o per diritto) chi nella vicenda rifiuti vede, oltre a quelli politico-amministrativi, anche i ritardi della Procura di Napoli. Che ha sì aperto una grande inchiesta sulla gestione dei rifiuti negli ultimi 14 anni, ma l’ha (o, meglio, l’avrebbe) fatto «con evidenti ritardi».

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Repubblica Napoli del 10 agosto 2007

Siniscalchi e il ruolo dei Ds "Il voto andò diversamente"

«Ricordo che quel passaggio parlamentare si prospettava difficile. Anche se, alla fine, il voto si rivelò pacifico perché nessuna delle forze politiche voleva assumersi la responsabilità di interrompere il ciclo dei rifiuti». A un colloquio con Vincenzo Maria Siniscalchi, avvocato penalista, deputato Ds dal 1995 al 2006, attualmente consigliere del Csm, fa riferimento l´ex amministratore delegato di Fibe, Armando Cattaneo, in una conversazione dell'aprile 2005 intercettata dalla Procura e allegata al decreto di sequestro dei siti di stoccaggio delle ecoballe eseguito mercoledì mattina.

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Rivista Scratching del Liceo Classico "Antonio Genovesi" di Napoli

La prova del nove: colloquio con l'avv. Vincenzo Siniscalchi sulle sfide del Partito Democratico
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Corriere del Mezzogiorno del 22 maggio 2007 

De Nigris: cara Carloni, un errore il tuo pellegrinaggio a Pompei

"Non mi convince, non mi convince proprio". Marinella De Nigris ha bisogno di poche presentazioni: avvocato impegnata, diessina militante, laica fervente.Ha dinanzi la pagina del Corriere del Mezzogiorno di domenica scorsa in cui si racconta del pellegrinaggio di Annamaria Carloni e di Teresa Armato a Pompei.
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Corriere del Mezzogiorno del 27 gennaio 2007 

Democrazia in pericolo
di Luigi Labruna

“Non è in coma”, dice il presidente Numeroso, anticipando ai giornalisti il senso della relazione di stamane a Castelcapuano sullo stato della giustizia nel distretto della nostra Corte d’Appello. “Ma è grave, molto grave”, ammette sconsolato. In un contesto di crisi generale, “ai limiti dell’eutanasia”, la situazione napoletana “è per certi versi ancora più pesante che nel resto d’Italia”, aveva appena dichiarato (testuale) Vincenzo Siniscalchi, membro napoletano del Consiglio Superiore della magistratura, avvocato di grido, già parlamentare di lungo corso, insomma un vero esperto del ramo. Che, nonostante l’ottimismo dichiarato sulle prospettive di uscite dalla crisi, aveva aggiunto considerazioni allarmanti, sottolineando che ci sono a Napoli “disfunzioni di carattere strutturale che impediscono di far decollare un progetto organizzativo delle attività giudiziarie, capace di stare al passo con la gravità del contesto della città e della sua area metropolitana”...(segue)

Repubblica Napoli del 26 gennaio 2007

Il monito di Siniscalchi “Le indagini siano brevi”

«In un contesto di crisi generale, direi ai limiti dell’eutanasia, la giustizia napoletana non fa eccezione, anzi la situazione è per certi versi ancora più pesante qui che nel resto d’Italia». Penalista per oltre quarant’anni, deputato Ds per tre legislature, oggi consigliere “laico” del Csm, dove presiede la commissione Incarichi direttivi, Vincenzo Maria Siniscalchi prenderà la parola domani, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, in rappresentanza dell’organo di autogoverno dei magistrati.
Leggi l'intervista

ItaliaOggi del 28 dicembre 2006
Natale sui pedali per Siniscalchi

La vita del membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura richiede fatica e allenamento. Sarà per questo che Vincenzo Siniscalchi ha trascorso la mattina della vigilia di Natale pedalando. Casco protettivo in testa, abbigliamento comodo, l'avvocato diessino ha scelto di stare alla larga dal palazzo romano di piazza Indipendenza preferendo la sua Napoli per le vacanze natalizie in famiglia. Una lunga pedalata nella villa comunale interrotta soltanto dall'incontro con qualche amico. Chi lo conosce sa che Siniscalchi è un accanito sportivo e ricorda le sue performance, protagonista di impegnative maratone e trekking in alta quota.

Labitalia - dicembre 2006

Un sistema che vacilla: il Presidente della V Commissione sugli incarichi direttivi e semi direttivi del CSM, On. Avv. Vincenzo Siniscalchi, osserva e commenta lo stato di salute della giustizia italiana.

Leggi l'intervista

Il Mattino del 26 agosto 2006

Napolitano a Capri: relax e amarcord

Escursione isolana per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri ha trascorso quattro ore di relax nell’oasi di Anacapri. Piccola pausa in compagnia di amici, in queste vacanze non proprio lunghissime. Lui stesso non manca di sottolinearlo, con un briciolo di autoironia. «Presidente, buone vacanze» è il saluto di un ospite nella hall dell’albergo «Caesar Augustus». Il Capo dello Stato sorridente ringrazia e aggiunge: «In verità sono vacanze molto brevi». Napolitano sbarca in tarda mattinata alla Banchinella, il moletto utilizzato quando a Marina Grande il flusso dei visitatori è particolarmente intenso. Mise estiva in blu...(segue)

Agenda

Lunedì 22 Novembre 2010: Ore 13:00 Napoli, Università Partenope, intervento nel dibattito sulle indagini di polizia giudiziaria...(segue) 

L'ULTIMA
«La mia amministrazione sarà assolutamente dedita al futuro della classe media e delle famiglie dei lavoratori. Sarà il tema al centro dell'attività quotidiana della Casa Bianca. Non dimenticherò mai questo impegno». (Barack Obama, 21 dicembre)

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                                                                                                                                                               Ultimo aggiornamento 07/02/2015