Pena di morte e “taglie ”- proposte involute ed arretrate.

L’on. Vincenzo Siniscalchi (DS-Ulivo) Presidente della Giunta Autorizzazioni e componente della Commissione giustizia , primo firmatario della PdL 4549 alla quale hanno aderito circa 90 parlamentari <<Istituzione della Giornata nazionale per la pace, contro la pena di morte e contro ogni forma di conflitto bellico>> – ha dichiarato:

<<“Taglie” e “pena di morte” auspicate dalla Lega anche attraverso autorevoli esponenti di partito, rappresentano il segno evidente di un arretramento di valori basilari della civiltà giuridica. Sono proposte – quelle avanzate dalla Lega – che inseguono le emozioni e le rabbie spesso determinate dal reiterarsi di condotte criminali gravissime. Da giurista, da parlamentare, ma soprattutto da cittadino, ritengo che tali “istanze” leghiste rappresentino una involuta concezione della legislazione e del rapporto tra cittadini ed istituzioni anche in materia di ordine pubblico e sicurezza. E’ un lungo passo indietro nella concezione della “risposta istituzionale” da fornire alle condotte delittuose che si inserisce nell’ambito di un sistema moderno ed evoluto. Da oltre cinquantacinque anni in Italia si è abolita la pena di morte ma c’è chi continua ad agitarne la “reintroduzione” accompagnata da “taglie” ed altre arretratezze. Evidentemente, su questi temi, c’è chi ancora oggi si propone come alfiere delle rabbie collettive per immaginare un assetto legislativo involuto e sganciato dai principi fondamentali della Costituzione.>>

Roma, 14 marzo 2005

Vincenzo Siniscalchi