Indulto – necessario un organico intervento legislativo .

L’on. Vincenzo Siniscalchi (DS-Ulivo) Presidente della Giunta Autorizzazioni e componente della Commissione Giustizia – ha dichiarato:

“Noto con soddisfazione che sono state calendarizzate le proposte di legge sulla amnistia e l’indulto. La Commissione Giustizia a partire da oggi esaminerà la PdL C. 458 ed abbinate tra cui la proposta di cui sono primo firmatario unitamente a numerosi colleghi, diretta ad introdurre l’indulto revocabile per le pene detentive. L’iniziativa legislativa non è assolutamente riconducibile ad un <<perdonismo di comodo>> che appare più come una resa dello Stato nei confronti dei condannati. E’ necessario dare ingresso in questa materia ad un serio progetto di indulto ispirato ad esigenze di clemenza ed al tempo stesso di ottimizzazione delle strutture carcerarie, senza compromettere la sicurezza dei cittadini. Occorre tendere alla realizzazione di un provvedimento di clemenza idoneo a curare un sistema punitivo che a tratti presenta patologiche disfunzioni. Le condizioni in cui versano molti detenuti nelle strutture di reclusione , con il tempo, non sono certo migliorate ,al contrario si è registrato un concreto arretramento dell’intero complesso delle problematiche legate al sovraffollamento di molti istituti, in barba alla funzione della pena ed alle prospettive di concreto reinserimento del condannato. Così, oggi, nell’ultimo scorcio di legislatura si impone una riflessione seria sulla approvazione - in tempi rapidi - di un testo di legge in materia di indulto, che si orienti concretamente nei confronti di quella numerosa schiera di condannati particolarmente segnati da tratti di debolezza. Con opportuni contrappesi (revocabilità e specifiche esclusioni) un provvedimento di tal fatta oltre a rendere più vivibili e dignitosi gli spazi carcerari rappresenterebbe un viatico alla celebrazione più celere dei processi per i reati più gravi. Naturalmente i reati di maggiore allarme sociale (associazione mafiosa, pedofilia, corruzione ecc) rimarrebbero esclusi dalla concessione dell’indulto che sarebbe comunque revocato al condannato che, dopo averne beneficiato, commetta ulteriori delitti.”

Roma, 12 aprile 2005

on. Vincenzo Siniscalchi