Giustizia – la “controriforma” Castelli cancella ogni speranza di seria riforma della giustizia in Italia.


<<La giustizia per i cittadini, la giustizia che serve a dare tranquillità al popolo e a realizzare un alto valore costituzionale può attendere. Ancora una volta, a fine legislatura, con il voto di fiducia sull’ordinamento giudiziario, sono definitivamente deluse le legittime aspettative di chi pensava di vedere realizzata almeno qualche pallida riforma del processo penale e civile per costruire il sogno di un processo rapido, di una giustizia celere e degna di questo nome. Ancora una volta il Governo e la maggioranza, coerentemente con le assurde scelte legislative che hanno caratterizzato in materia di giustizia l’intera legislatura, hanno anteposto agli interessi generali quelli di parte, imponendo una trasformazione dell’ordinamento giudiziario che non è affatto una riforma ma è la realizzazione di un disegno centralista, verticistico, autoritario, volto ad una autentica mortificazione della giurisdizione e del suo funzionamento. I cittadini debbono sapere che la legge sull’ordinamento giudiziario che si pretende di porre anche contro le severe indicazioni di correttezza costituzionale del Capo dello Stato, serve solamente a rafforzare una cultura totalmente contraria ad ogni principio di autonomia e di indipendenza. E’ una legge che è destinata a complicare ulteriormente, con il sistema dei concorsi, con una incomprensibile forma di controllo della azione penale, con blocchi interni nella assegnazione degli incarichi direttivi e con sbarramenti interni, il già faticoso cammino della giustizia civile e penale nel nostro Paese. Le riforme sono una cosa seria, hanno bisogno di serenità e di concreto impegno di ricerca delle soluzioni migliori, non possono essere condizionate da nessuna forma polemica nei confronti di questa o quella categoria di protagonisti della giustizia. Con il metodo praticato dal Ministro della giustizia, in continua polemica con la sua stessa maggioranza, si realizza un potenziamento proprio di tentazioni corporative che soltanto con una organica riforma collegata al generale riordino del processo civile e penale, potevano essere contenute. I risultati di questi anni di governo di centrodestra in materia di giustizia sono sotto gli occhi di tutti ed avranno bisogno di un paziente riordino nella prossima legislatura per potere guadagnare il tempo perduto attraverso sconclusionati interventi legislativi, quasi sempre <<ad personam>>.


Roma, 15 luglio 2005

On. Vincenzo Siniscalchi