Promuovere forme propositive di incoraggiamento alla cultura della “pace” e della “non violenza” - “Si calendarizzi la P.D.L.”.

L’on. Vincenzo Siniscalchi (DS-Ulivo), Presidente della Giunta Autorizzazioni della Camera dei Deputati, primo firmatario della P.D.L. 4549 finalizzata alla istituzione della “Giornata nazionale per la pace, contro la pena di morte e contro ogni forma di conflitto bellico”, presentata nel dicembre 2003 - ha dichiarato: 

“Quando presentai l’iniziativa parlamentare, nel dicembre 2003, entusiastici furono i commenti e si profilò una calendarizzazione rapida della proposta anche alla luce dei numerosi e trasversali consensi ottenuti. Per oltre un anno e mezzo, purtroppo, la proposta è rimasta ferma in attesa di essere esaminata dalla competente Commissione. Anche alla luce della priorità che il tema della sicurezza deve avere in questo momento nel nostro Paese è importante affiancare ad una politica che punti alla adozione di misure di contrasto concreto al terrorismo ed alle barbare violenze, una politica che sappia tenere vivo il senso della pace, della tolleranza, della non violenza e della “centralità “ dell’uomo all’interno di ogni forma di aggregazione. Spero che si proceda ad una rapida calendarizzazione di una proposta che ho fortemente voluto e che ha trovato l’adesione convinta di quasi cento deputati. Penso che favorire una corsia preferenziale per una iniziativa come questa, rappresenti un segnale importante del Parlamento. L’istituzione di una “ricorrenza” non meramente formale o appesantita da ampollose celebrazioni, potrebbe costituire un punto fermo, proiettato nel futuro, in grado di trovare, in particolare nelle giovani generazioni, condivisione e stimolante riflessione anche per vivere in modo positivo i cambiamenti e le trasformazioni sociali. Sarebbe particolarmente importante poter contare sul coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche, delle Università, delle associazioni giovanili (religiose e laiche), attraverso la promozione di iniziative ed eventi diretti a contribuire alla divulgazione di una cultura “della vita” e “del rispetto della centralità dell’uomo” che contrasti in modo efficace quella che potremmo definire “cultura della morte”. Una cultura, quest’ultima, che si sta alimentando come dimostrato dalle recenti tragedie, attraverso fanatismi pericolosi all’interno dei quali si registra un completo sgretolamento del valore della vita individuale”. 




Roma, 25 luglio 2005

                                                           On. Vincenzo Siniscalchi