Nella prossima legislatura cancelliamo subito le leggi vergogna.
<<Ma nell’Unione iniziano a serpeggiare troppi pericolosi “distinguo”>>

Intervenendo a proposito del convegno sulla giustizia tenutosi oggi a Roma dalla fondazione Italianieuropei, cui ha preso parte anche il Presidente dei Ds Massimo D’Alema, l’onorevole Vincenzo Siniscalchi (Ds-L’Ulivo), Presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera e del Comitato per la Legislazione, ha dichiarato: 

<<E’stato molto importante questo convegno di oggi a Roma perché ha fissato il recupero della serietà della legge, della legislazione e ha posto il limite ad ogni forma di confusione che intenzionalmente è stata fatta, in questi anni, dalla maggioranza di centrodestra tra il garantismo e l’impunità di fronte alla legge. Questo indebolimento della giustizia attraverso il varo delle leggi “leggi vergogna” ha dato un segnale perverso, favorendo l’illegalità diffusa e incentivando ogni forma di criminalità organizzata. Cominciano, però, nel centrosinistra troppi “distinguo” su quello che dovrà fare l’Unione in materia di giustizia se vincerà le prossime elezioni. La proposta che viene da Prodi e da D’Alema e da tutta la società civile è quella di cancellare le leggi vergogna non per una ritorsione, ma per ridare forza e credibilità ad un sistema giudiziario degno di questo nome. A chi chiede che la cancellazione delle leggi vergogna si debba accompagnare ad un progetto, io dico che questa è una proposizione ovvia e che il progetto già c’è e si riassume in due punti fondamentali: la giustizia penale dev’essere rafforzata e il processo penale dev’essere riformato perché venga riformato il principio della certezza della pena e l’abolizione di ogni cavillo che non ha nulla a che vedere con le garanzie dei singoli, ma serve solo a delegittimare la credibilità della giustizia. Per quanto riguarda il processo civile bisogna riformarlo per evitare che venga resa giustizia dopo molti lustri, perché proprio nell’impotenza dell’ordinamento civilistico, nel momento in cui deve rendere giustizia alle parti, si annida il potere delle organizzazioni illegali. Insomma il garantismo non deve essere una specie di idea fissa che serve a giustificare il depotenziamento della legge e la delegittimazione della magistratura. Le garanzie sono una cosa seria, ma devono essere trasparenti e devono soprattutto rappresentare un elemento di rafforzamento degli ordinamenti giudiziari>>.

Roma, 28-10-05

On. Vincenzo Siniscalchi