4 gennaio 2006

Locali chiusi, Siniscalchi: Martedì sera ero proprio lì. Mi è sembrato piacevole, dentro e fuori

Si è fermata la movida a Chiaia per decisione di un giudice del tribunale di Napoli. Ieri mattina in via Alabardieri sono arrivati gli agenti del commissariato San Ferdinando, hanno notificato tre provvedimenti di sequestro cautelare ai titolari di altrettanti locali notturni. Chiusi il <<Farinella>>, il <<66>> e lo <<Chandelier>>, ritrovi di migliaia e migliaia di giovani. La motivazione: inquinamento acustico e schiamazzi notturni. Ai gestori dei tre locali viene imputata la scarsa vigilanza in strada. Decine gli esposti dei residenti: rumore, schiamazzi e palazzi sbarrati da motorini, bottiglie e bicchieri in frantumi sui marciapiedi. Paolo D’Angelo, art director di <<Farinella>>: <<un provvedimento che scoraggia ogni tentativo di fare investimenti in questa città. A rischio tre milioni di euro e il posto di lavoro di 40 persone>>. 

L’onorevole Vincenzo Siniscalchi – parlamentare eletto a Chiaia – era proprio al <<Farinella>> martedì sera. Assisteva all’esibizione del gruppo di Compay Segundo, l’ultima <<festa>> prima della chiusura.
Onorevole, si è reso conto degli schiamazzi in strada? 
<<Per la verità no. Era la prima volta che andavo in quel locale, ci sono stato più o meno fino a mezzanotte. E non mi è sembrato ci fossero problemi di ordine pubblico>>.
I residenti si lamentano da mesi.
<<L’esigenza di stare tranquillo a casa propria è sacrosanta, ma forse si poteva cercare di far rispettare le regole. Evitando un provvedimento così drastico. Ripeto, non conosco la vicenda, ma la serata di martedì mi è sembrata piacevole, sia dentro che fuori>>.
Musica troppo alta?
<<All’interno sicuramente, fuori non si sentiva nulla. Quand’anche si fosse sentita, è meravigliosa>>.