8 febbraio 2002

Capodichino, il Codacons: lo scalo va chiuso

L’indagine su Linate chiama in causa Napoli. L’Enav: nessun allarme, il radar funziona

NAPOLI — Reazioni allarmate, smentite perentorie, richiami alla
normalità. Il giorno dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni telefoniche eseguite sull’apparecchio del condirettore generale dell’Enav, Armando Delicato, la tempesta avviene a terra. L’antefatto: il manager dell’Ente nazionale assistenti di volo, inquisito nell’indagine sull’incidente di Linate avvenuto l’8 ottobre scorso
(un aereo finì contro un hangar),parla a ruota libera, e chiama in
causa lo scalo di Capodichino. "E se esce fuori la cosa su Napoli?",
dice, indicendo su nastro l’inizio di un possibile scandalo. "So’ cinque anni – continua in rilassato romanesco – che c’avemo la roba buttata tutta da ’na parte e non la montiamo perché non avemo finito". La "roba" altro non è che le apparecchiature installate nella nuova torre di controllo dell’aeroporto di Napoli e non ancora aperta, pare per motivi burocratici. Ritorna la paura sull’insicurezza dei voli; sul non funzionamento dei radar. La replica dell’Enav è affidata ad un comunicato di sei righe: "Il radar di Capodichino è operativo
ed in perfetta efficienza; non può pertanto influire negativamente sull’operatività dell’aeroporto. Il programma di trasferimento elle operazioni della nuova torre di controllo è in fase di completamento. Al momento il servizio vie-
ne comunque fornito in piena sicurezza secondo gli standard internazionali dalla attuale torre di controllo". Di più l’Enav non dice. Irrintracciabile il responsabile dello scalo partenopeo, Salvatore Chisari. Una precisazione, quella affidata al comunicato, che in tema di sicurezza fa il paio con quanto ha dichiarato Giovanni Misitano, comandante e membro dell’Anpac (il sindacato dei piloti). "Tutti gli aeroporti sono sicuri – commenta Misitano – se si rispettano i limiti e i vincoli imposti dallo Stato. Ed i piloti rispettano questi limiti e questi vincoli". Un incidente, secondo Misitano, non sarebbe possibile a meno che non ci
si sottragga ai vincoli imposti. "Se apparecchiature non funzionano –
conclude Misitano – si salta lo scalo o si riduce la sua operatività. Se
poi si vuole un aeroporto altamente operativo si facciano investi-
menti seri ed ingenti". La questione arriva in Parla-
mento: Vincenzo Siniscalchi, parlamentare dei Ds, invia un’interrogazione al ministro dei Trasporti (vedi bon in pagina, nda); Antonio
Parlato, presidente della Consulta per il Mezzogiorno di An, ha sollecitato il sottosegretario ai Trasporti ad approfondire la questione e in particolare il grado di sicurezza dello scalo napoletano. Il Codacons, l’associazione che raccoglie i consumatori, chiede addirittura "la chiusura di Capodichino, almeno fino a che non saranno effettuati controlli dettagliati sullo stato delle apparecchiature radar e di sicurezza. È necessario garantire l’incolumità dei passeggeri dei
voli nazionali e internazionali". In- fine, la Confapi: "La questione sicurezza – sottolinea il presidente Dario Scalella – richiama anche i
problemi più generali relativi alla mobilità regionale. Ci avviamo al-
la stagione delle cosiddette grandi opere, lo scorso dicembre la Regione Campania ha siglato un accordo con il governo per diciassettemila miliardi di lire, seicento dei quali destinati a tre aeroporti (Capodichino, Grazzanise-Capua, Pontecagnano-Salerno). È necessario individuare strumenti più adeguati per garantire veramente i passeggeri".

SINISCALCHI: Lunardi indaghi

La querrele sull’aeroporto di Napoli arriva al cospetto del ministro per
le Infrastrutture, Pietro Lunardi. A lui il parlamentare dei Ds, Vincenzo
Siniscalchi invia un’interrogazione a risposta scritta. Siniscalchi chiede
"se, nel doveroso rispetto del segreto di indagine che caratterizza la istituzionale e autonoma iniziativa della magistratura, il ministro non ritenga opportuno, accertata la fondatezza della fonte, disporre una autonoma verifica dei prospettati rischi allo scopo di chiarire le concrete inefficienze e disfunzioni eventualmente esistenti all’interno della struttura di Capodichino, idonee a mettere a repentaglio la sicurezza dei voli".Un atto dovuto, a sentire Siniscalchi, "per un approfondimento del tema della sicurezza dei voli calibrato anche sugli specifici elementi di sospetta inefficienza di alcuni dispositivi di sicurezza, scaturiti dalla diffusione del contenuto di alcune intercettazioni telefoniche. Ho letto – ha concluso il parlamentare dei Ds – con grande preoccupazione la notizia riportata dai giornali".

Patrizio Mannu