24 novembre 2002
NO GLOBAL
Siniscalchi: difendo Caruso anche in
segno di rispetto per i movimenti di dissenso
NAPOLI - Nel giorno del corteo di Cosenza, Vincenzo
Siniscalchi , penalista, deputato ds e Presidente della Giunta per le
Autorizzazioni, parla della sua decisione di far parte del collegio di
difesa dei No global arrestati. <<L'ho fatto in segno di rispetto e
condivisione di questi movimenti di dissenso civile>>. Tornano alla
mente le difese anni'70 nei processi per terrorismo. <<Il mio
garantismo nacque in quella stagione. Quando mi è stato chiesto di far
parte del collegio di difesa dei venti No Global arrestati ho dato subito
la mia disponibilità: non solo sotto forma di asettica difesa tecnica, ma
anche in segno di rispetto e condivisione di questi movimenti di dissenso
civile>>. Vincenzo Siniscalchi, sottolinea come la
testimonianza professionale concordi con l'attenzione politica nel
<< far fronte a forme dubbie di intervento giudiziario che evocano
in modo improprio reati a dir poco discutibili>>.
Facciamo un passo indietro, agli anni
Settanta. Anche allora lei assunse la difesa di giovani con capi di accusa
terribili: addirittura di essere terroristi.
<<Ma lì non c'era da parte mia
nessuna condivisione, bensì la volontà di essere presente per garantire
al massimo il diritto di difesa in anni e processi difficili. Molti di
quei giovani erano terroristi, molti altri no. E il mio garantismo nacque
proprio in quella stagione. Rispetto ai No Global di oggi, invece, mi sono
sentito il difensore naturale d esponenti di un movimento che esprime
posizioni assai interessanti su grandi temi come la pace, l'ambiente, l'alimentazione>>.
Eppure gli vengono contestati reati
associativi gravissimi: e adesso - osserva il sottosegretario all'Interno
Mantovano - la sinistra grida alla caccia alle streghe. Però, aggiunge,
nella scorsa legislatura fu proprio la sinistra a respingere con sdegno
gli emendamenti di An e Lega volti a restringere il campo dei reati
d'opinione.
<<La sinistra non ha niente da
riscoprire in tema di garanzie dei cittadini e libertà del dissenso:
abbiamo sempre sostenuto che i reati di opinione, come il vilipendio,
siano un retaggio del codice Rocco. E se Mantovano avesse voluto avrebbe
potuto benissimo proporre una riforma del genere invece di dedicarsi con
la sua maggioranza per un anno e mezzo alla Cirami, alle rogatorie
internazionali, al falso in bilancio e a inventare reati
"speciali" contro gli immigrati. Ma anche sugli emendamenti del
centrodestra Mantovano fa confusione. I reati per cui An e Lega si erano
mossi riguardavano le Camicie verdi e il parlamento padano: questi, sì,
reati di opinione. Ma per i No Global si parla di reati di azione:
nientemeno che la costituzione di un'associazione con fini
eversivi.>>
Accusa che il GIP di Cosenza rilancia
quando dice che Caruso resta in galera perché << preconizza azioni
di guerriglia >>.
<<Ormai non siamo più nemmeno al
processo alle opinioni, ma alle intenzioni. Eppure i latini dicevano cogitationis
poenam nemo patitur, nessuno può essere punito per i suoi pensieri. E
poi, come si fa a "preconizzare" in maniera non clandestina? La
condizione della sovversione è la clandestinità. Questo è un processo
alle intenzioni, tanto più assurdo perché le intenzioni non solo non
sono state realizzate, ma addirittura nella loro traduzione pratica hanno
avuto risultati opposti a quelli ipotizzati: come prova il felice esito
della manifestazione di Firenze>>.
Dunque Caruso va rimesso in libertà.
<<Una volta stabilito che alcuni
degli arrestati non sono pericolosi ed escono dal carcere, non si può
tener dentro Caruso magari perché "preconizza" un po' più
degli altri. Tra l'altro, si poteva continuare nell'indagine senza
ordinare gli arresti: lo stesso gip l'ha di fatto riconosciuto. E' una
decisione incomprensibile, poiché qui non c'è il rischio della
reiterazione del reato (benché ammanettare il cervello non sia impresa
facile) né dell'inquinamento delle prove. Che cosa potrebbero inquinare :
il dissenso, la disobbedienza, i cortei, tutte cose tutelate dal diritto
costituzionale e che non hanno prodotto reati?>>.
Insomma, il caso si sgonfierà.
<<Si sta già sgonfiando, vista la
reazione generale, e non solo a sinistra. Penso alle parole piene di
cautela e preoccupazione dello stesso ministro Pisanu>>.
E il risultato è che adesso si lamenta
il procuratore di Cosenza: ci hanno lasciati soli, dice.
<<Spero proprio che il procuratore
non chieda conforto a persone estranee all'ordinamento giudiziario, né
che voglia intervenire sulle opinioni dei politici. Lui è titolare di una
funzione in cui si esprime l'indipendenza della magistratura e l'autonomia
dell'azione penale, valori che rispettiamo profondamente. Il procuratore
può stare tranquillo anche senza compagnia, o con la compagnia di
maggioranze "silenziose", quelle che pensano di rispondere con
la repressione alle domande dei grandi movimenti collettivi. Le
maggioranze che fanno leggi per stravolgere i fondamenti giudiziari: ecco
ciò che dovrebbe davvero preoccupare e far sentire solo oggi un
magistrato>>.
Antonio Fiore |