30
aprile 2002
Il Procuratore in tv: Non ho
feeling con An, ho ricevuto pure esponenti ds
NAPOLI — Solidarietà con
i colleghi arrestati, ma anche rabbia. Oltre mille poliziotti, scesi in
piazza ieri a Napoli per una fiaccolata, hanno espresso una "forte
indignazione" contro i provvedimenti restrittivi. "Non siamo
delinquenti, queste
manette offendono lo Stato", hanno urlato. I più arrabbiati erano
gli agenti della
Mobile e quelli che, durante il Global Forum, si trovavano in servizio per
impedire la violazione della zona rossa. "Violenze nella caserma
Raniero? Chi ci accusa
potrebbe essere stato mosso da vendetta". Risposta fulminea del
procuratore Cordova a chi lo sospetta di flirtare con An. Dopo aver
incontrato i parlamentari diessini Cennamo, Ranieri e Siniscalchi,
il numero uno della Procura ha dichiarato: "Si è inventato che da
anni esiste un feeling tra me e Fini e che io da sempre sono simpatizzante
di Alleanza nazionale. Oggi ho ricevuto l’onorevole Siniscalchi e due
parlamentari Ds: ora, vorrei vedere se, per coerenza, non si dica che
abbia cambiato casacca nel giro di due giorni e che ci sia feeling con i
Ds. Ma questa è una battuta". Nel pomeriggio l’aggiunto Paolo
Mancuso ha incontrato il procuratore. I toni sono sempre stati distesi e
Cordova avrebbe assicurato il proprio sostegno ai magistrati titolari dell’inchiesta.
Intanto i No Global temono provocazioni della Digos nel corso del corteo
del primo maggio.
IL MALUMORE DI CORDOVA
Una mossa articolata in
risposta a chi lo accusa di flirtare con il governo e, soprattutto, con An.
Così, dopo aver incontrato in mattinata una delegazione di parlamentari
diessini – Aldo Cennamo, Umberto Ranieri e Vincenzo Siniscalchi –
Cordova dice a Bruno Vespa nel corso della puntata di Porta a Porta:
"Vedo che sono state fatte strumentalizzazioni di ogni genere e che
puntualmente si sentono cori delle varie cappelle.... Si è inventato che
da anni esiste un feeling trame e Fini e che io da sempre sono
simpatizzante di Alleanza nazionale. Oggi ho ricevuto l’onorevole Siniscalchi
e due parlamentari Ds: ora, vorrei vedere se, per coerenza, non si dica
che abbia cambiato casacca nel giro di due giorni e che ci sia feeling con
i Ds. Ma questa è una battuta". Il procuratore "martella"
sul tema delle strumentalizzazioni. "Non è la prima volta che
accade. Tale strumentalizzazione ha avuto l’effetto di rappresentare all’opinione
pubblica un contrasto tra gli organi istituzionali che non c’è mai
stato. Tanto è vero che quando si dovette eseguire il provvedimento
cautelare io stesso dissi che bisognava farlo eseguire agli organi della
questura. Come è avvenuto, proprio per dimostrare che la nostra fiducia
nella Squadra Mobile è immutata".
DS IN PROCURA
Cennamo, Ranieri e Siniscalchi
arrivano in Procura proprio mentre gli attacchini affiggono un manifesto,
firmato dal senatore di An Michele Florino, dai toni inequivocabili:
"Fuori le toghe rosse dalla Procura della Repubblica di Napoli".
I tre parlamentari della Quercia incontrano prima l’aggiunto Paolo
Mancuso, poi il capo della Procura che li riceve in presenza del pm Franco
Roberti. "Cordova – dicono– ci ha ribadito, in modo
inequivocabile, la piena unità dell’ufficio. Il nostro obiettivo era di
favorire la collaborazione tra organi dello Stato e sgombrare il campo da
veleni e sospetti". La visita in Procura serve anche ai tre deputati
Ds per esprimere un netto dissenso "dalla brutale forma di
speculazione che esponenti di An e Forza Italia hanno fatto e stanno
facendo intorno alle vicende dell’arresto dei poliziotti". In
Procura si fila d’amore e d’accordo, quindi? Per Cennamo, Ranieri e Siniscalchi
le divergenze di molti magistrati verso il capo della Procura ci sono, ma
riguardano solo "i modi di gestione dell’ufficio, la ripartizione
delle competenze, la strutturazione delle inchieste". Sull’inchiesta,
invece, assicurano i parlamentari della Quercia, ci sarà
"unitarietà di valutazione". Nel pomeriggio, i Ds incontrano il
questore Izzo e il prefetto Ferrigno. "Al questore –spiegano
Cennamo, Ranieri e Siniscalchi – abbiamo assicurato che non
intendiamo accomunare i pochi che hanno eventualmente sbagliato con le
migliaia di poliziotti che lavorano a Napoli in condizioni difficili. Nei
prossimi giorni incontreremo i sindacati di polizia".
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