27 giugno 2002

Il ministro contesta il "gruppo trasversale" che difende i propri interessi

Avvocati,lobby contro le riforme

Castelli attacca i parlamentari penalisti. Biondi: frasi offensive

ROMA - Acque agitate tra il ministro della Giustizia e gli avvocati eletti in Parlamento. L’inedito scambio di accuse è stato innescato da un’intervista concessa al settimanale Famiglia cristiana , in cui il Guardasigilli Roberto Castelli (Lega) attacca "la forte lobby degli avvocati, trasversale a tutti i partiti", che alla Camera e al Senato "spesso tende a bloccare le riforme". Il ministro individua anche il collante di questa presunta unità di intenti: "Cercano di bloccare le riforme perché porterebbero a una diminuzione dei loro interessi. Vi sono alcuni di loro che vogliono difendere il proprio status". E tanto per non restare nel vago, Castelli cita la nuova geografia delle circoscrizioni giudiziarie e il disegno di legge governativo sulla giustizia minorile. L’accusa scotta. E fa scattare reazioni indignate anche all’interno della maggioranza. L’avvocato Alfredo Biondi, liberale ora eletto nelle liste di Forza Italia, ci va giù pesante: "Quelle di Castelli sono affermazioni a cavallo tra l’irresponsabilità e l’offensività. Dispiace che un ministro che ha subìto uno sciopero della magistratura provi a riequilibrare lo smacco ricevuto prendendosela con gli avvocati". Biondi lancia anche un avvertimento: "La sua è una gaffe grossa come una casa e credo se ne accorgerà a partire dalla discussione in Aula di quella che le Camere penali hanno giustamente definito un "barlume di riforma"".
Davanti alla replica di Biondi, Castelli precisa: "Non ho parlato di lobby, ma di alcuni avvocati". Ma poi non rimane in silenzio il presidente della commissione Giustizia della Camera, l’avvocato Antonino Caruso (An): "Il ministro sbaglia nell’attribuire agli avvocati posizioni che gli stessi non hanno". Invece, Niccolò Ghedini (FI), uno dei difensori del premier, parla di "ottimo rapporto con il ministro": "Escludo che si possa riferire a me o ad altri nella maggioranza e, comunque, agli avvocati di Berlusconi. Sarebbe una barzelletta". Si spiega meglio Ghedini: "E’ probabile che il ministro abbia notizia che nell’opposizione c’è qualcuno che tenta di salvaguardare i propri interessi".
Tra gli avvocati eletti nel centro sinistra, si fa sentire la voce del presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere, Vincenzo Siniscalchi (Ds): "Castelli è fuori dalla realtà e inventa una comoda e generalizzata accusa per lamentare presunti atteggiamenti di chiusura nei confronti delle riforme". Siniscalchi, poi, si concede una stoccata: "Fino ad ora Castelli ha soltanto avallato le leggi che interessavano i noti processi di Milano pendenti a carico del capo dell’esecutivo". E Giuliano Pisapia (Prc) si rivolge direttamente al ministro: "Se solo fosse venuto in Aula quando si sono discusse questioni riguardanti la giustizia, avrebbe potuto verificare di persona che i parlamentari che sono anche avvocati si sono profondamente divisi dimostrando, così, che non esiste una lobby". Il senatore Roberto Manzione (Margherita) ricorda infine che gli avvocati sono degli individualisti: "Tutto si può dire di noi, ma non che esista una lobby coordinata da qualcuno".

D. Mart