6
maggio 2006
Caso Previti, Siniscalchi: Ora è giusto dargli gli arresti domiciliari
"È
certamente apprezzabile che Cesare Previti abbia sentito il bisogno di
costituirsi e anche che abbia manifestato la volontà di dimettersi. E
ora, fatta salva la valutazione del giudice di sorveglianza che deve
tenere conto delle novità introdotte dalla ex Cirielli, sarebbe corretto
che la sua permanenza in carcere venisse commutata nella detenzione
domiciliare". Così, già dalle prime battute, si capisce che
l'avvocato diessino Vincenzo Siniscalchi, ex presidente della Giunta per
le autorizzazioni della Camera e ora in corsa per un incarico esterno al
Parlamento non demonizza la norma della "ex Cirielli" che
permetterà a Cesare Previti di evitare una lunga permanenza in carcere.
Dopo 5 anni di battaglie contro le norme ad personam, dunque, lei non
se la sente di inserire la ex Cirielli tra le leggi da abrogare.
"L'articolo 7, che riguarda l'esecuzione della pena e quindi non
mette in discussione la certezza della pena, non è in cima alla lista
delle leggi-vergogna. Prima ci sono l'inappellabilità delle sentenze di
primo grado, buona parte dell'ordinamento giudiziario, il falso in
bilancio".
È giusto che un ultrasettantenne incensurato possa espiare la pena
"nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura,
assistenza e accoglienza"?
"Nel caso Previti non desterebbe meraviglia se la pena venisse
espiata con la detenzione domiciliare tenendo conto dell'età e del
comportamento in questa fase: e cioè non avere evitato la
carcerazione".
Previti si è costituito a Roma per evitare che la competenza della
Sorveglianza si radicasse a Milano?
"Roma è il luogo della sua residenza e quindi il luogo nel quale
sarebbe probabilmente stato trasferito da Milano. Francamente escludo che
vi sia una strategia particolare nel fatto che si sia costituito a
Roma".
Votando la ex Cirielli la Cdl dimenticò di inserire nell'emendamento
la sospensione della pena in attesa della detenzione domiciliare.
"Ora esiste un titolo legittimo di detenzione in carcere e ci sarà
una legittima decisione sulla detenzione domiciliare. Insomma, nella ex
Cirielli non c'è un automatismo per gli ultrasettantenni".
Dino
Martirano
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